Fogli nati in giardino
Lo scorso agosto, sotto il porticato del giardino, ho provato a fare la carta con le mie mani. Ho sempre amato tutto ciò che è carta: quaderni, libretti, fogli da sfogliare e conservare. Questa volta volevo scoprire da vicino come nasce.
Si parte da vecchia carta, fatta a pezzetti e poi frullata con l'acqua, fino ad ottenere un impasto morbido. 
Poi si immerge il telaio di legno e lo si solleva piano. Sulla rete resta un sottile strato di fibre: è il foglio, ancora bagnato, che prende forma.
E' un gesto lento, che richiede pazienza. Ogni foglio è diverso dall'altro, con i bordi sfrangiati e piccole imperfezioni che lo rendono unico.
La prima volta i fogli sono venuti un po' spessi.
Dentro ho racchiuso qualche petalo di rosa e qualche fogliolina del giardino.
La seconda volta, invece, sono risultati più sottili e leggeri. Ho sperimentato anche con il colore alimentare, ottenendo sfumature delicate.

Li ho stesi ad asciugare al sole, uno accanto all'altro. Alla fine erano tanti, ognuno con la propria consistenza e la propria particolarità.
Ora sono lì che aspettano. Forse diventeranno le pagine di un libretto, forse accoglieranno una macchia d'acquerello o un pensiero da custodire.
Qualche giorno dopo, con quella stessa luce d'agosto, ho provato un altro esperimento.
Ve lo racconterò la prossima volta.


