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Quando i figli spiccano il volo

2 min di lettura

Arriva un momento in cui i figli prendono la propria strada, inseguono i  sogni che hanno nel cuore e cominciano a costruire una vita lontano da noi.

Li guardiamo partire con orgoglio, felici che abbiano il coraggio di cercare il proprio  posto nel mondo. Eppure, per lasciarli andare, ci vuole forza. Quella di essere felici per loro, anche quando la  strada che hanno scelto li porta lontano. Quella di accettare la distanza, pur sapendo quanto ci mancheranno.

Le videochiamate fanno ormai parte delle nostre giornate. Ci vediamo attraverso uno schermo, ci raccontiamo le piccole cose, condividiamo pensieri e momenti della quotidianità. È bello potersi vedere e sentire vicini, anche quando i chilometri sono tanti.

Ma quando la chiamata finisce, ognuno torna alla propria giornata. E la distanza torna a farsi sentire. Perché uno schermo può avvicinare le persone, ma non sostituisce la presenza, un incontro spontaneo, il piacere di condividere anche le cose più semplici.

Credo che molte mamme, come me, conoscano questa contraddizione: essere fiere dei propri figli e sentire, nello stesso tempo, un vuoto difficile da spiegare.

Non è volerli trattenere. È essere felici per la vita che hanno scelto e desiderare, ogni tanto, di averli un po’ più vicini.

Forse amare significa anche questo: lasciare che possano  spiccare il volo, senza smettere di sentire la loro mancanza.

Si può essere felici per la strada che hanno intrapreso e provare nostalgia di quella che, un tempo, percorrevamo insieme.


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